25 feb 2009

Inquiete,sconvolgenti,graffianti ragazze

Al cineforum arriva una rassegna-antidoto contro la figura femminile che ci viene imposta dal cinema hollywoodiano. Cinque film in cui le ragazze sono protagoniste di film "terribili", e magari sono esse stesse l'elemento inquieto ed inquietante...
'Ragazze Terribili': cinema femminile decisamente poco rassicurante.
ArciLesbica Ferrara desidera segnalarvi questa iniziativa per l'oculatezza nella selezione di film validi fuori dai circuiti, fuori dai commerci ma, soprattutto, fuori dalle convenzioni.
Perché sappiamo bene che è oltre i canoni che risplende vitale la realtà..
Tutte le proiezioni si terranno il giovedì a partire dalle 21:30 presso Area Giovani/Centro Rodari (via Labriola 11, trasversale di Viale Krasnodar, dalle parti della Conad)

23 feb 2009

Povia: epilogo finale

Forse possiamo tirare un sospiro di sollievo: ora che la mirabile opera si è piazzata sul podio aspettiamo tranquillamente l’entrata in vigore della ferrea legge sanremese cosicchè le prime classificate siano già bellamente dimenticate in zona lunedì di Pasquetta del medesimo anno.
Dopo aver letto un testo mostruoso ci siamo disgustate con il classico motivetto orecchiabile e ruffiano, buono giusto per Sanremo o per la pubblicità di detersivi, afflitto dalla ridicola assonanza tra gay e lei ma, diciamocelo, risollevato dalla sorprendente assenza di mirabolanti condizionali stile vorrei, amerei che ti farei ora che non son più gheeeeeii. Troppa grazia.
Che la storia di Luca sia intrisa di luoghi comuni e stupidate omofobe, è fuor di dubbio.
Lo sappiamo noi e lo sanno quei genitori che non necessariamente si trovano ad essere ossessivi, disattenti o beoni. Nel caso poi lo siano non si spiega perché abbiano generato anche figli etero facendo venire inspiegabilmente meno la correlazione tra genitori cosìcosà e figliolanza invertita .
Definire il signor Povia un cincirinello omofobico è usargli una gentilezza.
L’irritazione aumenta vieppiù quando il Nostro afferma che lui no, lui voleva solo raccontare una storia personale, una vicenda particolare , niente più e niente popòvia di meno!!
Maledetto bugiardo.
E’ tecnica consumata quella di ammantare i propri pensieri con delicatezze ed eufemismi celando convinzioni biasimevoli dietro frasette morbide e, in questo caso, pure cartelli seriamente stupidi.
Peccato che non siamo nati ieri e anni di scontro con la Chiesa e le destre ci abbiano insegnato qualcosa: ogni tanto accade che il velo si strappi e il disvelamento sia immediato con buona pace per tutti gli esercizi retorici consumati nel tempo.
Già con l’imperfetto del titolo il messaggio era sufficientemente chiaro: ora che Luca gay non lo è più, in primo luogo c’è da festeggiare, in secondo luogo c’è speranza per tutti.
Avere il coraggio di dirla tutta, sarebbe in fondo apprezzabile.
Ricordate Milk? Lui combatteva contro leggi palesemente omofobe cercando di abrogarle attraverso strumenti democratici come il referendum: era uno scontro aperto sullo stesso campo di battaglia.
In Italia nessuno si sognerebbe di fare leggi contro di noi e nessuno si azzarda più a dire che l’omosessualità sia una malattia da curare o una pulsione distorta e diabolica. Molti ne sono ancora convinti.
La violenza è più sottile e culturale.
Lo sdegno, quella sana ira guidata dalla ragione che come tale può vivere anche nell’animo della persona mite, deve essere in ognuno di noi contro tutto questo.
Non sono solo canzonette.

Cristina Z.

16 feb 2009

Parliamo di passione

Grazie alla collaborazione con Luciana Tufani potremo avere il piacere di conoscere la voce di una delle figure più affascinanti del '900: Renée Vivien.
Chi era costei?
Al secolo Pauline Mary Tarn, inglesina trapiantata in Francia e autrice di versi in lingua francese, nacque a Londra l'11 giugno del 1877 e morì giovane a Parigi nel 1909. Poetessa, ribelle soprannominata la "Saffo del 900" condusse un'esistenza caratterizzata dal grande amore per la letteratura e per N.C.Barney, ricca americana, spregiudicata ed eccentrica che animò la scena culturale parigina degli anni venti raccogliendo attorno a sè donne bellissime e colte (Greta Garbo, Gertrude Stein tanto per citarne alcune). Tanto la Barney fu un astro attorno cui tutto gravitava quanto Renèe fu un prisma che scompose le vite di chi la circondava attraverso la sua sensibilità acuta e la sua personalità così vibrante e, forse proprio per questo, così fragile.

Siamo di fronte ad un libro che attraverso più registri ci parla di tutto questo facendoci addentrare in un mondo lontano nello spazio e nel tempo, in un'atmosfera quasi magica dove alcune -molte!- donne erano illuminate dalle luci del coraggio e da quelle della passione: attraverso questa ricostruzione torniamo a soddisfare la necessità di un confronto tra la propria esperienza e quella altrui per riuscire a raggiungere una maggiore conoscenza di noi stesse.

Lunedì lo faremo grazie alla vita, le opere e la poesia di un'amazzone fragile che ancora ci parla: Reneè Vivien e la sua passione.

Lunedì 23 febbraio alle ore 20.30 presso il Centro Documentazione Donna, via Terranuova 12/b, Ferrara, le edizioni Tufani, in collaborazione con Arcilesbica, presentano il romanzo di Maria Mercè Marçal, La passione secondo Renée Vivien.
Ne parlerà Piera Zani

8 feb 2009

Venerdì in maschera!

Venerdì 13 Febbraio
CarneStrulle

Il party di carnevale delle strulle
in collaborazione con ArciLesbica Ferrara
PopPen Dj on set
Special Guest from Cassero - Estragon (BO)
E' Gradita la maschera!

Start h 24
Ingresso ridotto in lista
c/o Renfe Arci Club, Via Bologna 217 Ferrara
Info e liste 3485193364

3 feb 2009

Assemblea ArciGay+ArciLesbica Circomassimo

E' convocata per MARTEDI' 10 FEBBRAIO l'assemblea dei soci e delle socie di Circomassimo Arcigay e Arcilesbica in prima convocazione alle 21.00, in seconda convocazione alle 21.30 presso il Centro Documentazione Donna di Via Terranuova, a Ferrara.

L'ordine del giorno prevede:
- elezione del direttivo
- approvazione del bilancio 2008
- discussione sulle attività da portare avanti per il 2009
- discussione sulle elezioni amministrative del prossimo giugno
- discussione generale sul movimento
- varie ed eventuali


L'assemblea è aperta a tutt*, hanno diritto di voto i tesserati.
Vi aspettiamo numerosi, partecipi e un pochetto simpatici!

2 feb 2009

Milk ovvero della militanza

E' ormai uscito da qualche giorno uno dei film più militanti che abbia mai visto, vale a dire "Milk", la storia del primo consigliere politico gay apertamente dichiarato nella città di San Francisco, assassinato alla fine degli anni '70.
Un film che ti trascina come la personalità del suo protagonista, interpretato magistralmente da S. Penn: un esuberante e combattivo Don Chisciotte moderno, tutt'altro che dalla "trista figura" ma colorato e disarmante come un fuoco d'artificio che costringe tutti ad alzare gli occhi per guardarlo.
Andate a vedere "Milk" e ricordatevi che non è un'invenzione o una favola dal finale triste: è storia.
Trent'anni fa esisteva un uomo sufficientemente sconsiderato, pienamente coraggioso e oltraggiosamente vivo: non si accontentava di un recinto protettivo e infantile per il suo amore e non accettava di dover subire a causa di questo attacchi e ingiustizie.
Per lui vivere era militare e non si poteva amare davvero senza quel coraggio che porta a toccare la bellezza di esistere per come si è.
Semplicemente. Ma così (ancora) incredibilmente difficile.
Harvey Milk ha affrontato il rischio di vivere a pieno, di dare al suo essere un significato "politico" perché ogni suo gesto aveva un senso, una direzione, un obiettivo.
Molti di noi cercano di seguire il suo esempio, forse non lo raggiungeremo, cadendo durante la strada con le foto da togliere su Facebook, con il problema del lavoro, con l'andare o no al Pride, con certi sorrisi un pò spenti e molto elusivi dopo domande così banali ma per noi così imbarazzanti.
Forse siamo un pò più soli di Milk e guardiamo con nostalgia a quella comunità gay che si riuniva e partecipava (si noterà nel film la scarsa presenza femminile: più che una deformazione nel racconto, forse l'ovvio dato storico sulla marginalità delle donne o a quel tempo il loro maggiore impegno sul fronte femminista che su quello gay): ribolliva un senso di forte appartenenza con la potenza nei momenti di gioia e il calore solidale in quelli di sconforto nella ormai sempiterna lotta contro cattolici bigotti, politici timidi o oltraggiosi e facili equazioni tra omosessualità e malattia.
Succedeva trent'anni fa, succede ora in Italia: niente diritti civili, nessuna scelta politica chiara ed accettabile, canzonette su teorie riparative, tutti più o meno timorati nel dire, fare, baciare.
A guardare quanto avviene forse si potrebbe emigrare: dopo la laica Spagna e i modermi paesi nordici, si può aggiungere alla lista delle possibili mete la remota Islanda dove stanno per eleggere come primo capo del governo una donna lesbica.
Cerchiamo di rimanere in piedi qui ed ora. Non molliamo e "reclutiamoci tutti".
Pensando a Milk.

Cristina Zanella