In vista delle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo prossimi, Circomassimo – Arcigay e Arcilesbica, assieme ad Agedo Ferrara (Associazione genitori di omosessuali) e a Famiglie Arcobaleno Ferrara (Associazione genitori omosessuali) ha partecipato a uno screening dei candidati alle elezioni che ha coinvolto le associazioni LGBT di tutta l’Emilia-Romagna.
Il documento contenente le richieste e gli esempi sull’attuazione dell’art.48, richiedeva ai candidati un impegno concreto nei seguenti punti:
1. promuovere l’applicazione dei principi di non discriminazione a tutta l’attività legislativa, e vigilare affinché essi vengano rispettati in tutto il territorio regionale
2. garantire l’effettiva applicazione del principio di non discriminazione nella fruizione dei servizi regionali in condizioni di parità per tutte le coppie, sposate e non sposate, eterosessuali ed omosessuali, e di dotarsi di tutti gli strumenti necessari affinché i figli presenti nelle ormai numerose famiglie omogenitoriali non abbiano a subire alcuna disparità di trattamento
3. promuovere un monitoraggio approfondito sulle condizioni delle persone transessuali e transgender nella nostra regione, con particolare attenzione alle difficoltà in campo sanitario e lavorativo, e promuovere azioni positive in tal senso; migliorare la copertura dei costi sanitari affrontati dalle persone transessuali includendo la somministrazione degli ormoni a carico del servizio sanitario pubblico
4. operare attraverso apposite campagne, corsi di formazione per dipendenti pubblici, realizzazione di appositi osservatori, interventi nelle scuole e ogni altro strumento utile alla lotta contro l’omofobia e la transfobia
5. continuare e aumentare l’impegno sanitario rispetto l’informazione, la prevenzione e la cura dell’HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale, mediante campagne di comunicazione mirate ai diversi target, distribuzione di profilattici anche in ambito scolastico, interventi informativi a tutti i livelli contro il pregiudizio e la discriminazione delle persone affette da HIV
6. garantire la libertà di designazione da parte del paziente della persona che gli presta assistenza durante la degenza, indipendentemente dai legami di parentela legale
7. promuovere interventi culturali atti a diffondere la memoria storica, la cultura e la produzione artistica del “popolo” LGBT
8. realizzare un tavolo di lavoro presso la Giunta o il Consiglio regionale che coinvolga enti pubblici, parti sociali e soggetti del terzo settore al fine di favorire un continuo dialogo e confronto anche nell’ideazione e nell’attuazione delle azioni sopra elencate
Il documento è stato recapitato ai candidati al consiglio regionale, provincia per provincia. Le risposte dei candidati sono un buon punto di riferimento in vista del voto per la popolazione gay, lesbica, bisessuale e transessuale, e per tutti coloro che considerano l’uguaglianza fra le persone e la lotta al pregiudizio uno dei punti non negoziabili in una società che vuol chiamarsi libera e democratica.
Non ci sono state risposte negative in senso stretto, ma la mancanza di risposta è da considerarsi in questo caso rifiuto delle nostre proposte. Come spesso succede in questi casi, si preferisce una non risposta che un no secco la cui spiegazione potrebbe risultare imbarazzante.
Sinistra, Ecologia e Libertà
A Leonardo Fiorentini va il premio velocità. Fiorentini è stato il primo candidato in assoluto a rispondere circa 6 minuti dopo aver ricevuto il documento in e-mail, segno che conosce e condivide le nostre richieste senza nessuna titubanza e nessun calcolo, come d’altronde dimostrano le sue pagine web dedicate ai diritti civili. Risposta positiva anche dagli altri due candidati SEL, Pietro Comodo e Morena Gavioli.
Partito Democratico
Tre risposte positive anche per il Partito Democratico. Sergio Alberti, Roberto Montanari e Anna Chiappini si sono presi un po’ di tempo per scrivere delle risposte ricche di motivazioni e di considerazioni sulla necessità di istituzioni laiche e attente a fare in modo che non vi siano discriminazioni tra gli individui. Sia Sergio Alberti che Roberto Montanari avevano risposto in maniera positiva anche 5 anni fa, confermando con il loro lavoro in Regione gli impegni presi nei confronti del mondo LGBT. Sarebbe assai auspicabile che l’intero PD assumesse l’atteggiamento dei candidati ferraresi, che si sono dimostrati attenti e partecipi rispetto alle nostre questioni.
Di Pietro – Italia dei Valori
Risposta positiva al nostro documento da parte di Massimiliano Fiorillo a nome dei tre candidati Graziella Ferretti, Roberto Groppi e Alessandro Rorato. Il partito di Di Pietro, che a Bologna candida Franco Grillini come capolista, dimostra ancora una volta di essere vicino alle nostre istanze.
Movimento Beppe Grillo
Sconosciuta la loro posizione sulle tematiche LGBT, viene da dubitare che ne abbiano una.
Dopo le comunali dello scorso anno, anche per questa tornata elettorale non abbiamo avuto il piacere di interloquire con Tavolazzi e i suoi candidati.
Il giudizio rimane sospeso, anche se…
Casini - UDC
Piacevolissima la sorpresa che ci ha fatto Gabriella Azzalli, che appoggia il nostro documento con un messaggio chiaro e limpido: “Ritengo che tutti, pur con le loro diverse sensibilità e culture, si debbano impegnare per l'uguaglianza dei diritti e per la parità”, un vero inedito da qualcuno che appartiene a questo partito. Vero è che Gabriella Azzalli è candidata come indipendente, forse troppo indipendente conoscendo come la pensa Casini. Non pervenuti Nedda Barbieri e Davide Verri, come da copione.
Lega Nord e Popolo della Libertà
La destra non si smentisce, e come previsto anche questa volta ha fatto orecchie da mercante. Silenzio assoluto dai sei candidati che si sono guardati bene dal prendere una posizione, qualsiasi posizione, rispetto al documento che hanno ricevuto. Nulla è cambiato, stesso comportamento delle regionali di cinque anni fa. Non un passo avanti, non un accenno che dimostri che magari a livello locale gli esponenti dei due partiti che appoggiano Anna Maria Bernini sono migliori del ricca gamma di campioni di omofobia che costella i due partiti a livello nazionale. Dragotto, Malaguti, Cavicchi e gli altri probabilmente la pensano in maniera simile a Calderoli, Mussolini, Giovanardi&c. Però non hanno il coraggio di dirlo, perché perderebbero i voti dei molti elettori LGBT che, inspiegabilmente, ancora votano a destra.
Circomassimo Arcigay e Arcilesbica, Agedo e Famiglie Arcobaleno invitano gay e lesbiche, amic* e simpatizzant* e tutti coloro che ci sono vicini e che condividono le nostre battaglie di democrazia e libertà a tener conto dei risultati di questo screening.
25/mar/2010
24/mar/2010
COSA E' SUCCESSO IL 23 MARZO?
La decisione della Consulta sulla costituzionalità del rifiuto dei Comuni a celebrare matrimoni tra coppie dello stesso sesso non arriverà prima del 12 aprile . Dopo la discussione in udienza pubblica di ieri, i giudici esamineranno la questione dei matrimoni gay in camera di consiglio nella settimana di lavoro che inizia il 12 aprile.
18/mar/2010
“COSA SUCCEDE IL 23 MARZO?”
Il 23 marzo la Corte Costituzionale si esprimerà sulla legittimità dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, rispondendo a due ordinanze del Tribunale di Venezia e della Corte d’Appello di Trento. In queste città coppie gay o lesbiche hanno chiesto e non hanno ottenuto dal Comune di residenza la possibilità di procedere alla pubblicazione di matrimonio.
In Italia sono già 24 le coppie che hanno fatto ricorso in tribunale, grazie alla mobilitazione partita dalla campagna di Affermazione Civile. Oltre a Venezia e a Trento, anche il Tribunale di Ferrara e la Corte d’Appello di Firenze hanno ritenuto questo divieto in contrasto con la Costituzione. Queste coppie hanno voluto sollevare il problema del vuoto legislativo italiano e rimettere al centro la nostra Costituzione, che nei suoi articoli è garanzia del principio di uguaglianza tra ogni cittadino del nostro Paese.
L’articolo 2 della Costituzione “riconosce e garantisce i diritti iniviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svlge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
L’articolo 3 recita: “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguale davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, e condizioni personali e sociali. E’ compito delle Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscano il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.
In Italia il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso non è vietato dal Codice Civile: il carattere esclusivamente eterosessuale del matrimonio si basa su una tradizione interpretativa, ma l’articolo 29 della nostra Costituzione parla di “società naturale fondata sul matrimonio”, e non di unione tra una donna e un uomo.
Il Trattato di Lisbona, del primo dicembre scorso, e già prima la Carta di Nizza, non fanno alcun riferimento al genere dei coniugi, invita anzi a superare ogni discriminazione.
Nel resto dell’Europa Belgio, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia estendono il diritto al matrimonio a tutte le coppie, mentre Andorra, Austria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Islanda, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovenia, Svizzera e Ungheria riconoscono pari diritti a tutte le coppie, sia eterosessuali che omosessuali.
In Italia le nostre unioni non sono riconosciute e non hanno alcuna tutela, i nostri amori sono fuorilegge, le persone omosessuali sono a tutti gli effetti cittadini di serie B.
Il 23 marzo la Corte Costituzionale si esprimerà sulla legittimità dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, rispondendo a due ordinanze del Tribunale di Venezia e della Corte d’Appello di Trento. In queste città coppie gay o lesbiche hanno chiesto e non hanno ottenuto dal Comune di residenza la possibilità di procedere alla pubblicazione di matrimonio.
In Italia sono già 24 le coppie che hanno fatto ricorso in tribunale, grazie alla mobilitazione partita dalla campagna di Affermazione Civile. Oltre a Venezia e a Trento, anche il Tribunale di Ferrara e la Corte d’Appello di Firenze hanno ritenuto questo divieto in contrasto con la Costituzione. Queste coppie hanno voluto sollevare il problema del vuoto legislativo italiano e rimettere al centro la nostra Costituzione, che nei suoi articoli è garanzia del principio di uguaglianza tra ogni cittadino del nostro Paese.
L’articolo 2 della Costituzione “riconosce e garantisce i diritti iniviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svlge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
L’articolo 3 recita: “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguale davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, e condizioni personali e sociali. E’ compito delle Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscano il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.
In Italia il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso non è vietato dal Codice Civile: il carattere esclusivamente eterosessuale del matrimonio si basa su una tradizione interpretativa, ma l’articolo 29 della nostra Costituzione parla di “società naturale fondata sul matrimonio”, e non di unione tra una donna e un uomo.
Il Trattato di Lisbona, del primo dicembre scorso, e già prima la Carta di Nizza, non fanno alcun riferimento al genere dei coniugi, invita anzi a superare ogni discriminazione.
Nel resto dell’Europa Belgio, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia estendono il diritto al matrimonio a tutte le coppie, mentre Andorra, Austria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Islanda, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovenia, Svizzera e Ungheria riconoscono pari diritti a tutte le coppie, sia eterosessuali che omosessuali.
In Italia le nostre unioni non sono riconosciute e non hanno alcuna tutela, i nostri amori sono fuorilegge, le persone omosessuali sono a tutti gli effetti cittadini di serie B.
08/mar/2010
Riunione 16 marzo 2010
Ciao, la prossima riunione si terrà il 16 marzo 2010 alle ore 20:30 presso il Centro Documentazione Donna in via Terranuova 12B con il seguente ordine del giorno:
Resoconto riunione della segreteria arcilesbica Ferrara tenutasi il 1 marzo 2010. Proposte per l’anno 2010;
Resoconto assemblea nazionale arcilesbica tenutasi il 7 marzo a Bologna;
Varie ed eventuali
Colgo l'occasione per ringraziare tutte quelle che hanno lasciato messaggi di incoraggiamento in bacheca e nello shoutbox dopo aver appreso la notizia della formazione della nuova segreteria. Grazie, ne abbiamo bisogno!
Un saluto e vi aspettiamo martedì
Patti
Resoconto riunione della segreteria arcilesbica Ferrara tenutasi il 1 marzo 2010. Proposte per l’anno 2010;
Resoconto assemblea nazionale arcilesbica tenutasi il 7 marzo a Bologna;
Varie ed eventuali
Colgo l'occasione per ringraziare tutte quelle che hanno lasciato messaggi di incoraggiamento in bacheca e nello shoutbox dopo aver appreso la notizia della formazione della nuova segreteria. Grazie, ne abbiamo bisogno!
Un saluto e vi aspettiamo martedì
Patti
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